Acerbo: “Le regioni sono realtà sempre più lontane dai cittadini”

Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, fa un’ampia analisi del voto in Abruzzo, a partire dall’affluenza al 52,20%: “È il dato peggiore in assoluto di sempre. Più basso persino del 2008 dopo arresto di Del Turco (52,98%). Vuol dire che non solo c’è una forte e ormai permanente sfiducia popolare nella politica ma anche che le regioni sono realtà sempre più lontane dai cittadini. Infatti alle politiche del 2022 la percentuale dei votanti era stata del 63,99 %. E le regioni è evidente che sono per le persone sempre più degli enti inutili. Penso che ne dovremmo proporre l’abolizione (altro che autonomia differenziata!). Nonostante la grande attenzione mediatica su queste elezioni metà della popolazione non ritorna ai seggi. Certo, non basta l’invocazione piuttosto strumentale dell’antifascismo per motivare il ritorno al voto. Chi si astiene? Perchè lo fa?”, si chiede l’ex parlamentare.

Poi Acerbo passa a parlare di Marco Marsilio, primo presidente della Regione Abruzzo a essere stato riconfermato: “È stato dipinto dal centrosinistra come un rozzo incapace. Invece da politico formatosi nella militanza di lunga data ha saputo tenere unito centrodestra e anche fare campagna acquisti tra M5S e PD. Ha tenuto per 5 anni un profilo basso senza rendersi odioso con atteggiamenti prepotenti da fascistone. Pare che il romano Marsilio sarà il primo presidente della Regione Abruzzo a fare il bis. Forse perché ha tenuto a bada l’ego narcisista e non ha rotto troppo le scatole con l’onnipresenza. Il campione del centrosinistro D’Alfonso è fuggito in parlamento senza neanche finire il mandato. Il suo predecessore Del Turco finì in galera”.

Luciano D’Amico, invece, “è partito in salita e non si può imputare a lui la sconfitta. Esponenti della destra regionale mi dissero che erano sicuri di vincere perché i sondaggi gli davano un vantaggio molto largo. D’Amico ha fatto una campagna elettorale dignitosa, con stile e simpatia. Non mi sembra che però siano emerse proposte incisive in grado di entrare nella testa delle persone, di motivarle a cercare il cambiamento. Purtroppo ha pesato su di lui l’essere considerato un’emanazione di Luciano D’Alfonso, come ha ricordato su Repubblica Concetto Vecchio. Ora faccia opposizione non consociativa in consiglio regionale. Sono a disposizione per dargli una mano”.

Acerbo passa anche ad analizzare il ruolo avuto dalla minoranza nella prima giunta Marsilio: “Per 5 anni non c’è stata opposizione in Regione. Il PD ha governato male con la giunta D’Alfonso che non ha lasciato un buon ricordo. tante promesse roboanti e poi la fuga a Roma. Negli ultimi 5 anni PD e M5S non hanno fatto opposizione praticamente su nulla. Segnalo che la ex candidata presidente del M5S delle due precedenti tornate oggi era candidata con Forza Italia. Non è l’unico passaggio a destra. L’ex sindaco PD di Francavilla oggi con Marsilio. In questi anni non vi è stata alcuna vertenza seria, coinvolgente. In Consiglio zero battaglie di quelle che polarizzano l’opinione pubblica. L’opposizione non le ha neanche tentate presa dal contrattare la propria quota di sottogoverno e mance. Va detto che negli ultimi anni sarebbe stato comunque difficile fare opposizione perché la coalizione di centrosinistra con servile accondiscendenza ai deliri di onnipotenza del presidente D’Alfonso aveva modificato il regolamento del Consiglio in senso autoritario consegnando alla giunta lo strapotere assoluto”.

Ad esempio, evidenzia Acerbo, “la maniera con cui è stata cancellata la Riserva del Borsacchio è un emblema di complicità e inettitudine che hanno caratterizzato l’opposizione. Il PD si è astenuto. M5S ha votato contro senza fare neanche un intervento. Più di mille ettari di riserva cancellati in pochi secondi. Probabilmente consideravano più importante non far saltare le marchette clientelari nel bilancio che avevano contrattato con la destra. Il mio amico Augusto De Sanctis da casa davanti al computer ha fatto da cittadino attivista e gratuitamente più opposizione di tutti i consiglieri del campo largo messi insieme”.

Infine Acerbo conclude: “Nessuno dei problemi strutturali dell’Abruzzo può essere addebitato esclusivamente alla destra. C’è stata una continuità bipartisan nella sanità come nella cementificazione del territorio. In vari casi Marsilio ha realizzato scempi che erano stati progettati d chi lo aveva preceduto. Sulla questione morale il centrosinistra non ha potuto dare battaglia perchè a volte hanno persino gli stessi avvocati difensori”.

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