Radiohead: la sorpresa live che riaccende il futuro della band

Dopo anni di silenzio discografico e assenza dai palchi, i Radiohead sono tornati a farsi sentire con una mossa del tutto inaspettata. Lo scorso agosto, la band britannica ha pubblicato a sorpresa Hail to the Thief (Live Recordings 2003–2009), una raccolta di dodici brani registrati dal vivo tra il 2003 e il 2009, durante i tour seguiti alla pubblicazione dell’omonimo album. Il disco, disponibile inizialmente solo in digitale, uscirà anche in formato fisico il 31 ottobre.

Si tratta della prima uscita ufficiale dalla pubblicazione di A Moon Shaped Pool (2016) e dalla loro ultima esibizione dal vivo, risalente al 2018. Il live album ripropone dodici dei quattordici brani originali di Hail to the Thief — all’appello mancano “Backdrifts” e “A Punchup at a Wedding” — registrati in diverse città tra cui Londra, Amsterdam, Buenos Aires e Dublino. Le tracce, mixate da Ben Baptie e masterizzate da Matt Colton, mostrano un lato più ruvido e viscerale della band, con arrangiamenti energici e un sound più elettrico rispetto alle versioni in studio.

L’idea di pubblicare queste registrazioni è nata in un contesto del tutto inedito: durante la preparazione dello spettacolo teatrale Hamlet/Hail to the Thief. Thom Yorke, cantante e frontman della band, ha raccontato come il lavoro sugli arrangiamenti lo abbia portato a riscoprire quelle vecchie performance live:

“In fase di progettazione degli arrangiamenti per lo spettacolo, ho chiesto di poter ascoltare alcune registrazioni d’archivio”, ha spiegato Yorke. “Sono rimasto colpito dall’energia con cui suonavamo. A malapena ci riconoscevo. È stato un processo catartico. Non potevamo tenerle solo per noi.”

A oltre vent’anni dalla sua uscita, Hail to the Thief resta un disco divisivo nella carriera dei Radiohead. Spesso ritenuto troppo lungo o non all’altezza dei capolavori precedenti — OK Computer, Kid A, Amnesiac — fu comunque un lavoro profondamente politico e diretto, figlio del clima teso dei primi anni Duemila, segnati dalla presidenza Bush e dalla guerra in Iraq. In molti, oggi, vedono paralleli tra quel periodo e l’attuale scenario globale, rendendo questa nuova pubblicazione non solo attuale ma anche significativa sul piano emotivo e sociale.

Il live album ha dunque anche il merito di riportare l’attenzione su un capitolo spesso sottovalutato della loro discografia, valorizzandone l’urgenza espressiva e l’impatto sonoro. E per i fan, la sorpresa non si è fermata al disco: pochi giorni dopo l’uscita, la band ha annunciato venti nuove date in cinque città europee per l’autunno. L’Italia non è stata dimenticata — quattro concerti si terranno a Bologna, segnando il ritorno dei Radiohead nel nostro Paese dopo sette anni.

“Speriamo davvero che vi piacciano”, ha concluso Yorke parlando delle registrazioni. “È stato folle anche solo pensare di tenerle nascoste.”

Con questa pubblicazione, i Radiohead non solo riaprono un dialogo con il proprio passato, ma lasciano intravedere nuovi segnali per il futuro.

 

 

 

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