Francis Bebey: la visione musicale di un pioniere africano
A 24 anni dalla sua scomparsa, la musica di Francis Bebey continua a parlare. Per suo figlio Patrick, il ricordo è ancora vivido: “Mi è difficile ascoltare le sue canzoni. Sento come se potessi ancora alzare il telefono e chiamarlo”. Forse è anche per questo che molte delle sue registrazioni sono rimaste a lungo nascoste in casa Bebey. Oggi, finalmente, una selezione di 20 brani inediti è stata restaurata e pubblicata nella compilation Trésor Magnétique, un tributo alla creatività inesauribile di un artista che ha saputo immaginare mondi musicali sempre nuovi.
Nato a Douala, in Camerun, nel 1929, Bebey crebbe in una famiglia numerosa e modesta, guidata da un padre pastore protestante. L’ambiente era colto e severo, ma privo di entusiasmo per la musica tradizionale africana. Fu nelle strade, tra i cortili del vicinato, che Francis scoprì strumenti come il sanza, una piccola lamellofona suonata con i pollici, che lo affascinò sin da bambino.
Da autodidatta, iniziò a suonare la chitarra, dono di un fratello maggiore che gli insegnò anche l’importanza della giustizia sociale e del lavoro etico. Quella chitarra, combinata con la sua curiosità sconfinata, diventò la chiave per un percorso musicale inedito: Bebey fuse musica africana, chitarra classica europea, elettronica e sperimentazione, anticipando di decenni il dialogo tra Africa e occidente che oggi domina la scena globale.
Nel 1975 pubblicò il libro African Music: A People’s Art, in cui esponeva una visione rivoluzionaria: la musica africana, diceva, non doveva essere solo custodita come patrimonio, ma nutrita, trasformata, evoluta. Le influenze straniere non andavano temute, bensì integrate con intelligenza per dare nuova linfa all’arte africana. Una prospettiva quanto mai attuale nell’epoca in cui l’Afro-elettronica domina le piste da ballo mondiali.
Il suo primo album, Pièces Pour Guitare Seule (1965), era interamente acustico ma già rivoluzionario: un artista africano che si esprimeva con la chitarra classica, usata anche come strumento percussivo. L’album colpì persino il presidente senegalese Léopold Sédar Senghor, che lo elogiò per la sua capacità di fondere radici africane e influenze globali senza perdere identità.
Tra i brani più toccanti del suo repertorio c’è “Black Tears”, dedicato alla marcia per i diritti civili del 1963 a Washington. In quel pezzo, come in tutta la sua opera, si riflette un ideale profondo: la musica come strumento di giustizia, umanità e dialogo tra culture.
Oggi, grazie a Trésor Magnétique, quella visione torna a risuonare. Non solo come memoria di un artista straordinario, ma come eredità viva, che ancora ispira chi crede che la musica possa — e debba — guardare al futuro.
Trésor Magnétique
All songs written and composed by Francis Bebey
Vocals, Guitar, Kalimba, Percussion, Flute – Francis Bebey (tracks A1-D5)
Keyboards [Basse Clavier] – Patrick Bebey (tracks B2,B3)
Bass Guitar – Jean-Claude Ebongue (tracks: A4,C2,C4,D1,D2,D3)
Drums & Percussion – Brice Wouassi (tracks: A4,C2,C4,D1,D2,D3)
Keyboards – Dominique Luro (tracks: A4,C2,C4,D1,D2,D3)
A1 Forest Nativity (Extended Version) – Unreleased 1982
A2 Le Grand Soleil De Dieu – 1986
A3 La Condition Masculine (English Extended Version) – Unreleased 1975
A4 Quand Le Soleil Est La (Alternate Drum Machine Version) -Unreleased 1984
A5 Ganvié – 1982
B1 Kikadi Gromo – 1986
B2 Immigration Amoureuse – 1986
B3 Where Are You? I Love You – 1985
B4 Dash, Baksheesh & Matabish – 1977
B5 Je Vous Aime Zaime Zaime (Drum Machine Version) – Unreleased 1976
C1 Agatha (Alternate version) – Unreleased – 1975
C2 L’ Amour Malade Petit Francais – 1982
C3 Ndolo -1982
C4 Chant D’Amour Pygmee – 1982
C5 Funky Maringa – 1982
D1 Crocodile – Crocodile – Crocodile – 1982
D2 L’Ile De Djerba – 1976
D3 Kitibanga – 1982
D4 Asma (Alternative Instrumental Version) – Unreleased 1988
D5 Savannah Georgia (Alternative Version) – Unreleased 1974
Project curation by Romek Boyer and Nahida Tarbaoui.
Label Executive John Bryan
Sleeve notes by Dare Balogun
Artwork by Pau Pahana
Published by Dharma Songs
(P) and (C) Africa Seven 2025. Under license from Ozileka



