Grupo Um: Un tesoro perduto del Jazz brasiliano riscoperto dopo 50 anni

Nel 2026, a cinquant’anni dalla sua nascita, il leggendario ensemble brasiliano Grupo Um torna sotto i riflettori grazie alla pubblicazione di un album registrato nel 1977 ma mai pubblicato fino ad ora. Questo lavoro, intitolato Nineteen Seventy Seven, è il perfetto esempio di come l’avanguardia musicale possa sopravvivere al tempo — e alle avversità politiche — per parlare ancora oggi.

Grupo Um si formò a São Paulo negli anni ’70, in un Brasile segnato dalla dura dittatura militare. In un clima culturale ostile alla libera espressione, i fratelli Zé Eduardo Nazário e Lelo Nazario, insieme al bassista Zeca Assumpção, crearono un trio strumentale che rompeva schemi e generi. I gruppi vocali e i cantautori subivano forti censure, mentre l’avanguardia strumentale poteva (seppur con difficoltà) svilupparsi come forma di resistenza.

 

Fin dai primi anni di vita, la band mescolò jazz, ritmi afro-brasiliani, sperimentazioni elettroniche e influenze classiche e jazzistiche, costruendo un linguaggio musicale estremamente originale.

Registrato nel 1977 presso gli studi Vice-Versa di São Paulo, Nineteen Seventy Seven è un documento sonoro di uno dei periodi più fertili del gruppo. L’album fu inizialmente accantonato — come molti altri progetti audaci di quel periodo — per la mancanza di interessi commerciali e la censura culturale. La ristampa, curata dall’etichetta londinese Far Out Recordings, offre ora al pubblico mondiale una selezione di sei brani che mostrano il potenziale espressivo di Grupo Um: ritmi afro‑brasiliani, improvvisazioni selvagge, sintetizzatori modulati e un sapore che unisce tradizione e avanguardia.

Tra i pezzi più notevoli troviamo:

  • “Absurdo Mudo” – una apertura potente e dissonante, simbolo della sfida musicale del gruppo.
  • “Mobile/Stabile” – dove l’uso pionieristico di sintetizzatori come ARP 2600 e EMS Synthi AKS si fonde con percussioni e fiati.
  • “Cortejo dos Reis Negros (Version 2)” – una reinterpretazione libera di ritmi popolari brasiliani.

La storia di Grupo Um non è fatta solo di musica: durante una delle prime esecuzioni di “Mobile/Stabile” al First São Paulo International Jazz Festival, la band fu letteralmente “tagliata fuori” mentre suonava, come gesto di censura da parte degli organizzatori — un episodio che scatenò critiche e sostenne ulteriormente l’idea del gruppo come simbolo di opposizione creativa alla repressione culturale dell’epoca.  La pubblicazione di Nineteen Seventy Seven segue quella del primo album della band, Starting Point (registrato nel 1975 e pubblicato solo nel 2023), anch’esso vincitore di consensi. La riscoperta di queste registrazioni è diventata un’opera più ampia di recupero storico e culturale, restituendo alla storia del jazz e della musica brasiliana un capitolo fondamentale per capire il dialogo tra sperimentazione e tradizione.

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